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14:34
by emi.
Ed ecco che anch’io mi cimento con un blog (per ora in versione “grafica standard”, quando avrò su un po’ più la mano magari cercherò di migliorare le cose).
Inutile dire che qui parlerò degli affari miei, quelli almeno che ritengo possano interessare un po’ tutti: gli immancabili dischi e film, libri, magari il calcio (qui si tifa Brescia o si muore) e di seguito tutto il resto; vedrò.
Come i più esperti fra voi avranno notato, i nomi scelti per blog e nickname denunciano la mia fissa estiva, i polizieschi anni ’70 made in USA, complice la riproposta dei film dell’Ispettore Callaghan, sulla sempre meritoria Rete 4, e della serie di Starsky & Hutch (RAI 3, ore 13.10, tutti i giorni escluso il sabato). Peccato che, alla riscoperta di simili capolavori, non corrisponda una presenza sul mercato discografico delle relative colonne sonore, veri gioielli del genere, spesso in equilibrio fra classici temi hollywoodiani e influenze soul/funk (erano, d’altra parte, gli anni dell’esplosione della blaxploitation, che per le colonne sonore reclutò spesso eccezionali musicisti neri).
Se avete ascoltato The In Sound from the Way Out!, album completamente strumentale dei Beastie Boys sapete cosa intendo: chiudete gli occhi al suono del funk indolente di “In 3’s” e vi trovate a pattugliare le strade di San Francisco a bordo della vostra auto, con le luci dei neon che si riflettono sul parabrezza, riconoscete il ceffo che cercavate all’angolo opposto della strada, invertite la marcia sgommando, frenate e scendete, lo inseguite a piedi per i vicoli, lo perdete fra la folla del Boulevard per poi ritrovarlo e rincorrerlo fin sui tetti, guidati dal bel basso pulsante di “Pow”. Certo, quest’album è un apocrifo, ma in mancanza degli originali è un ottimo surrogato: percussioni, chitarre con wah wah, basso in bella evidenza, fiati che punteggiano i momenti “caldi”.
Ve lo assicuro, una musica da riscoprire.